Pensare il corpo – Verticalità e quiete

Pensare il corpo – Verticalità e quiete

25 ottobre 2008 – Roma, Italia

Nella proposta di “Pensare il Corpo” attraverso la “Verticalità”, intendo lo stato di tensione-distensione che ci mantiene in piedi, che ci fa stare seduti in modo armonioso secondo le possibilità della nostra postura, che ci fa realizzare i nostri desideri costruttivi.
Intendo qui per “Quiete”, lo stato di “serenità provocata” che giunge al corpo dopo aver fatto una serie di esercizi d’ascolto respiratorio.
In questo incontro propongo un percorso d’ascolto del proprio corpo utilizzando come mezzo la ripetizione di diversi movimenti che nel quotidiano sono alla base del camminare, del sedersi, dello sdraiarsi, dell’alzarsi e dell’emissione di suoni, e che hanno molte qualità diverse, tante quante persone e stati emotivi e fisici ci sono al mondo.
Un tempo da dedicare agli ordini: “dall’alto in basso”, “dal pensiero al corpo”, come stelle che posano i piedi per terra per compiere una maestria: l’armonia in noi e tra noi.

Pensare il corpo
Dall’unione tra l’esperienza artistica (canto, musica, pittura, recitazione) e la ricerca corporale, nasce questa proposta di “ascolto” del proprio corpo, fonte della creatività, dell’attività, dell’arte di trovare il silenzio: portatore d’ogni forma d’armonia e d’espressione.
“Pensare il Corpo” è l’esercizio d’una volontà, d’un tempo dedicato alla nostra fisicità attraverso cui possiamo riprendere il “contatto”.
Contattare ciò che ci serve per “stare” nella vita significa offrire un tempo d’attenzione -che quotidianamente non esercitiamo perché siamo abituati all’automatismo delle nostre azioni- al movimento o alla quiete, al “come stiamo”.
“Stiamo” nelle diverse posizioni del nostro corpo grazie alla sinergia di fattori diversi, se queste posizioni vengono osservate/pensate -per qualche istante- ci danno la visione interiore delle nostre abitudini armoniche e disarmoniche.
“Pensare il Corpo” è una proposta per ritornare alla delicatezza, alla grazia, alla verticalità, all’espansione della natura in noi e per fare possibile questo percorso ci vuole uno spazio dove realizzare delle sequenze di movimento molto semplici con oggetti o senza; hanno come premessa l’aspetto ludico, la spontaneità e la singola possibilità.
Ogni corpo ha una forma di pensarsi, contattarsi; ascoltare il proprio movimento può permetterci di rivedere tutto il nostro approccio con l’ambiente in termini fisici.