Pensare il corpo – Silenzio e movimento

Pensare il corpo – Silenzio e movimento

10 gennaio 2010 – Roma, Italia

Ascoltare. Contattare il piacere di stare qui e ora. Parlare. Muoversi. Cantare. Esprimersi. Amare.
Durante alcuni incontri individuali di “Pensare il Corpo” in cui si cerca di trovare risposta alle domande sulla mancanza di unità tra desiderio e realizzazione, ideazione e produzione, sentimento ed espressione, si esercita il silenzio prima di liberarsi nel gesto (affettivo, sonoro, corporeo, creativo) che grazie alla quiete che lo precede è sempre più fedele all’idea che lo ispira, per cui, in questo incontro di gruppo, propongo degli esercizi che tendono a stimolare:
L’ascolto del silenzio che anticipa l’azione e l’opera, il gesto e la creazione per far sì che tutto ciò che dopo il silenzio e nel silenzio diviene espressione creativa, si sviluppi senza pensiero; condizione che credo possibile dopo che abbiamo dedicato tempo all’esercitazione dell’unità tra la nostra immaginazione e le nostre azioni. La bellezza del/nel movimento quotidiano.

Pensare il corpo
Dall’unione tra l’esperienza artistica (canto, musica, pittura, recitazione) e la ricerca corporale, nasce questa proposta di “ascolto” del proprio corpo, fonte della creatività, dell’attività, dell’arte di trovare il silenzio: portatore d’ogni forma d’armonia e d’espressione.
“Pensare il Corpo” è l’esercizio d’una volontà, d’un tempo dedicato alla nostra fisicità attraverso cui possiamo riprendere il “contatto”.
Contattare ciò che ci serve per “stare” nella vita significa offrire un tempo d’attenzione -che quotidianamente non esercitiamo perché siamo abituati all’automatismo delle nostre azioni- al movimento o alla quiete, al “come stiamo”.
“Stiamo” nelle diverse posizioni del nostro corpo grazie alla sinergia di fattori diversi, se queste posizioni vengono osservate/pensate -per qualche istante- ci danno la visione interiore delle nostre abitudini armoniche e disarmoniche.
“Pensare il Corpo” è una proposta per ritornare alla delicatezza, alla grazia, alla verticalità, all’espansione della natura in noi e per fare possibile questo percorso ci vuole uno spazio dove realizzare delle sequenze di movimento molto semplici con oggetti o senza; hanno come premessa l’aspetto ludico, la spontaneità e la singola possibilità.
Ogni corpo ha una forma di pensarsi, contattarsi; ascoltare il proprio movimento può permetterci di rivedere tutto il nostro approccio con l’ambiente in termini fisici.