Pensare il corpo – Prendere

Pensare il corpo – Prendere

18 aprile 2010 – Roma, Italia

Prendere oppure, Condurre con sé – Assumere – Afferrare – Procurarsi – Mettere a propria disposizione – Servirsi – Accogliere presso di sé – Adottare – Scambiare – Considerare. Questi sono alcuni significati/sinonimi della parola “prendere” di cui mi servo per sviluppare il percorso che propongo. Intendo in questo incontro invitarvi a sviluppare il diritto a/di prendere! Prendere quello che desidero/voglio nel principio dell’armonia con tutto ciò che mi circonda; partendo sempre dalla fisicità, dal movimento, dal gioco tra noi.

Pensare il corpo
Dall’unione tra l’esperienza artistica (canto, musica, pittura, recitazione) e la ricerca corporale, nasce questa proposta di “ascolto” del proprio corpo, fonte della creatività, dell’attività, dell’arte di trovare il silenzio: portatore d’ogni forma d’armonia e d’espressione.
“Pensare il Corpo” è l’esercizio d’una volontà, d’un tempo dedicato alla nostra fisicità attraverso cui possiamo riprendere il “contatto”.
Contattare ciò che ci serve per “stare” nella vita significa offrire un tempo d’attenzione -che quotidianamente non esercitiamo perché siamo abituati all’automatismo delle nostre azioni- al movimento o alla quiete, al “come stiamo”.
“Stiamo” nelle diverse posizioni del nostro corpo grazie alla sinergia di fattori diversi, se queste posizioni vengono osservate/pensate -per qualche istante- ci danno la visione interiore delle nostre abitudini armoniche e disarmoniche.
“Pensare il Corpo” è una proposta per ritornare alla delicatezza, alla grazia, alla verticalità, all’espansione della natura in noi e per fare possibile questo percorso ci vuole uno spazio dove realizzare delle sequenze di movimento molto semplici con oggetti o senza; hanno come premessa l’aspetto ludico, la spontaneità e la singola possibilità.
Ogni corpo ha una forma di pensarsi, contattarsi; ascoltare il proprio movimento può permetterci di rivedere tutto il nostro approccio con l’ambiente in termini fisici.